Bio
Nato il 24 ottobre 1925 a Oneglia, in Liguria, in una famiglia di musicisti, Luciano Berio iniziò fin da bambino un percorso musicale profondamente radicato nella tradizione italiana. Suo padre e suo nonno erano compositori, e l’ambiente familiare favorì lo sviluppo precoce della sua sensibilità musicale.Dopo la Seconda Guerra Mondiale si trasferì a Milano per frequentare il Conservatorio «Giuseppe Verdi», studiando composizione con Giulio Cesare Paribeni e Giorgio Federico Ghedini e direzione d’orchestra con Carlo Maria Giulini e Antonino Votto. Una lesione alla mano, che gli impedì di intraprendere la carriera pianistica, lo spinse a concentrarsi esclusivamente sulla composizione.Negli anni Cinquanta Berio si affermò come una figura centrale dell’avanguardia musicale europea. Frequentò corsi internazionali, tra cui quelli al Tanglewood Music Center negli Stati Uniti con Luigi Dallapiccola, e nel 1954, insieme a Bruno Maderna, fondò presso la Rai di Milano lo storico Studio di Fonologia Musicale, uno dei primi centri italiani dedicati alla musica elettronica.La poetica di Berio è segnata da una costante sperimentazione e dalla contaminazione di linguaggi diversi. Pur utilizzando tecniche moderne come il serialismo, l’aleatorietà e la musica elettronica, rimase sempre legato alla vocalità e all’espressività. Tra le sue opere più celebri si annoverano le “Sequenze”, pezzi solisti che esplorano i limiti tecnici e timbrici dello strumento e dell’interprete, e la “Sinfonia” del 1968, che fonde orchestra, voci e registrazioni, diventata un’icona della musica contemporanea.Parallelamente all’attività compositiva, Berio fu attivo come docente e promotore della musica contemporanea, insegnando in istituzioni internazionali come la Juilliard School di New York e la Harvard University, e fondando il centro Tempo Reale a Firenze, laboratorio permanente di ricerca sulla tecnologia del suono.La curiosità di Berio lo portò a confrontarsi con un’ampia varietà di materiali e fonti sonore, dal canto tradizionale al jazz, dal barocco al contemporaneo, mantenendo sempre un equilibrio tra tecnica e comunicazione espressiva.Luciano Berio morì a Roma il 27 maggio 2003, lasciando un’eredità di innovazione e libertà creativa che continua a influenzare interpreti e compositori. La sua musica rappresenta un ponte tra tradizione e futuro, complessa ma accessibile, sperimentale ma profondamente comunicativa.