Bio
Fu un eminente contrabbassista e didatta, la cui carriera si snodò tra la formazione bolognese e l'insegnamento quarantennale al Conservatorio di Napoli. Iniziò i suoi studi di contrabbasso al Liceo Musicale di Bologna nel 1896, succedendo alla cattedra del defunto Eustachio Pinetti. Fu allievo di Ugo Marchetti per sette anni, diplomandosi nel 1902 con il massimo dei voti (50/50) ed eseguendo brani specifici per lo strumento, come un'elegia di Giovanni Bottesini e uno studio di Luigi Negri. Si perfezionò ulteriormente, ottenendo un secondo diploma dall'Accademia Filarmonica di Bologna.A ventun anni, Gamberini intraprese una doppia carriera come strumentista d'orchestra, solista e docente di contrabbasso. Vinse il concorso e prese servizio ufficialmente nel 1913 (sebbene la sua nomina definitiva fosse posticipata al 1925 per vicende burocratiche) come professore di contrabbasso presso il prestigioso Conservatorio "S. Pietro a Majella" di Napoli, dove insegnò fino al 1951.La sua carriera artistica fu immediata e brillante. Fu largamente impiegato dai massimi direttori d'orchestra dell'epoca in Italia e all'estero. A Napoli, ricoprì il ruolo di primo contrabbasso nell'orchestra del Teatro di S. Carlo, circondato spesso dai suoi allievi ed ex-allievi, e fu anche contrabbasso di fila e primo nell'Orchestra “Alessandro Scarlatti” dal 1919 al 1947.Didatticamente, oltre all'insegnamento, compose e pubblicò un testo di tecnica per lo strumento, "Scale, salti e studi", e curò un'antologia di trascrizioni per uno e quattro contrabbassi. Egli era noto per la sua abilità nel trascrivere ed eseguire abilmente opere per contrabbasso (ad esempio, lo Scherzo umoristico di Prokofiev per otto contrabbassi) e fu il primo interprete e ispiratore del Concerto a cinque di Respighi.Gamberini cercò di perfezionare il suono del suo strumento con accorgimenti tecnici (corde d'acciaio, un filo di rame sul ponticello, un secondo piano armonico) per ottenere maggiore espansione e qualità timbrica, mirando a un suono che non fosse solo "duro e scuro" ma anche "morbido, armonico, canoro", avvicinandosi al timbro di violoncello e viola. La sua figura è stata recuperata grazie alla tesi di laurea di un altro contrabbassista, Dario Currado.