Bio
Nacque a Bologna nel 1851 e si formò con Luigi Girelli e Eustachio Pinetti presso il Liceo cittadino.
Suo figlio Umberto, anch’egli contrabbassista, ci informa che ebbe modo di perfezionarsi anche con Giovanni Bottesini.
Il Ghirelli fu molto importante nel tramandare la tecnica usata da Mengoli al capotasto, “che consisteva nello spingere la corda in obliquo invece farla aderire come nel violoncello” (I. Billè).
Nonostante all’inizio della sua carriera Mengoli fece riferimento al Bottesini per quanto riguarda l’accordatura dello strumento e l’utilizzo delle tre corde, nel corso degli anni la sua scelta ricadde su quella che ormai è l’accordatura moderna del contrabbasso, quella a quattro corde, come testimonia anche un piccolo metodo scritto per il figlio Umberto.
Nel 1879 si recò a Torino per insegnare nella classe del Liceo Musicale, che divenne poi l’odierno conservatorio Giuseppe Verdi, sostituendo il maestro Antonio Conti; in contemporanea prese anche il posto come Primo Contrabbasso del Teatro Regio. Negli anni torinesi, Mengoli strinse un ottimo rapporto con l’allora direttore del Liceo, il compositore Carlo Pedrotti, figura nel futuro dello stesso Mengoli.
Durante il soggiorno torinese, oltre a svolgere un’intensa attività didattica e concertistica, come Primo Contrabbasso del Regio e della neonata Orchestra civica che prediligeva il repertorio sinfonico, Mengoli compose e ultimò i famosi 20 Studi da Concerti, opera pubblicata dall’editore Francesco Blanchi a Torino.
Nei primi anni ’80, Pedrotti fu invitato a dirigere il nuovo Liceo Musicale di Pesaro, e avendo totale carta bianca, poté scegliere interamente il corpo docenti: la scelta di insegnante della classe di contrabbasso ricadde inevitabilmente sul Mengoli, il quale iniziò il nuovo incarico nell’anno accademico 1883/1884. Grazie alla sua nomina, la città di Pesaro divenne un forte richiamo per ogni contrabbassista della zona e non solo, divenendo un vero e proprio polo di formazione su
scala nazionale.
Tanti furono gli allievi illustri, tra i quali i famosissimi Isaia Billè (poi docente del conservatorio di Santa Cecilia a Roma), Italo Caimmi (poi docente del conservatorio di Milano e Primo Contrabbasso de La Scala), il figlio Umberto, Mario Vichi e tanti altri.
Morì prematuramente a Pesaro nel 1895. La sua eredità musicale fu affidata alla sua classe e a suo figlio Umberto, che divenne anch’egli docente del Conservatorio di Pesaro nel 1921.