Bio
Carlo Montanari nacque a Parma il 26 luglio 1809 e vi morì il 24 maggio 1898, dopo una lunga vita interamente dedicata alla musica e all’insegnamento. Formatosi nella vivace atmosfera musicale della capitale ducale, studiò contrabbasso con Francesco Hiserich presso la Regia Scuola di Musica di Parma, istituzione che, sin dall’epoca borbonica, costituiva un punto di riferimento per la formazione orchestrale e strumentale nell’Italia settentrionale.Montanari entrò giovanissimo, nel 1825, con concorso, nell’orchestra di corte di Parma come “aspirante contrabbasso”. Già nel 1830 ottenne la nomina a “secondo contrabbasso”, incarico che mantenne stabilmente per decenni, partecipando alle stagioni del Teatro Ducale e alle esecuzioni sinfoniche e cameristiche promosse dalla corte e dai circoli cittadini. Il 7 novembre 1853, in riconoscimento della sua lunga e meritoria attività, ricevette per Rescritto sovrano il titolo d’onore di “Primo contrabbassista al cembalo in secondo”, distinzione che testimonia il prestigio e la stima che godeva nel contesto musicale parmigiano dell’epoca.Parallelamente all’attività orchestrale, Montanari sviluppò una solida carriera didattica. È documentato come docente di contrabbasso presso la Regia Scuola di Musica di Parma, dove formò un’intera generazione di musicisti, tra cui spicca Artemio Dall’Aglio (1858–1921), che ne raccolse l’eredità tecnica e didattica e la trasmise alla successiva scuola pesarese. Montanari rappresenta quindi un anello essenziale nella genealogia della scuola contrabbassistica italiana: da Hiserich a Dall’Aglio, e poi agli allievi di quest’ultimo, si sviluppa una linea coerente di pensiero tecnico e musicale che attraversa tutto l’Ottocento.Sebbene non siano molte le pubblicazioni attribuite direttamente a Montanari, diverse fonti didattiche citano una raccolta di “14 Studi” per contrabbasso di sua composizione, utilizzata nella formazione accademica e tuttora menzionata in repertori pedagogici (come nei programmi del Conservatorio di Vicenza). Questi studi, di chiara impostazione classica, mirano a consolidare l’intonazione, l’omogeneità del suono e la padronanza della mano sinistra — aspetti che riflettono l’attenzione di Montanari alla costruzione di una scuola nazionale fondata su rigore tecnico e chiarezza timbrica.Il suo insegnamento si svolse in un periodo di trasformazione profonda per la pratica del contrabbasso: il passaggio da strumenti a tre corde al più moderno sistema a quattro corde, l’introduzione di nuove corde metalliche e l’ampliamento del ruolo del contrabbasso nelle orchestre italiane. Montanari fu tra i primi a comprendere la necessità di un approccio didattico sistematico, che unisse la tradizione classica a un’evoluzione tecnica in linea con i modelli europei, in particolare quello viennese e quello bottesiniano.Oltre all’aspetto tecnico, Montanari era conosciuto come musicista di grande equilibrio e sobrietà interpretativa. Le cronache musicali parmensi dell’epoca lo ricordano per la precisione dell’intonazione, la pienezza del suono e la serietà artistica, tratti che trasmise ai suoi allievi e che contribuirono a formare l’identità sonora delle orchestre emiliane.L’eredità di Carlo Montanari è particolarmente visibile nel profilo dei suoi allievi e nel ruolo che essi ebbero nella diffusione della scuola parmigiana. Il suo più noto discepolo, Artemio Dall’Aglio, divenne a sua volta docente di contrabbasso al Liceo Musicale di Pesaro e autore di un metodo di perfezionamento per contrabbasso, perpetuando così il legame didattico e stilistico con il maestro.Montanari trascorse l’intera vita a Parma, dove morì nel 1898. La sua carriera, lunga oltre settant’anni, offre una testimonianza preziosa del ruolo che le istituzioni musicali locali ebbero nel mantenere viva e disciplinata la tradizione orchestrale italiana durante il XIX secolo. La figura di Montanari, spesso rimasta in ombra rispetto ai grandi virtuosi come Bottesini, rappresenta invece la colonna vertebrale della scuola orchestrale italiana, il maestro silenzioso ma essenziale che garantì la trasmissione di una tecnica solida e di un’arte del suono rigorosa.In questo senso, Carlo Montanari può essere considerato una delle figure fondative della didattica del contrabbasso in Italia, ponte fra l’antica scuola ducale di Parma e la modernità strumentale del primo Novecento.