Bio
è stato uno dei più importanti musicisti italiani del Novecento, celebre nel mondo per le sue colonne sonore ma anche autore di un vasto catalogo di musica assoluta, che egli stesso considerava il cuore della sua identità artistica.Nato in una famiglia umile, iniziò a comporre a sei anni e fu indirizzato allo studio della tromba dal padre Mario, musicista nelle orchestrine romane. Entrò giovanissimo al Conservatorio di Santa Cecilia, dove studiò tromba con Umberto Semproni, strumenti per banda con Roberto Caggiano, e soprattutto composizione sotto la guida determinante di Goffredo Petrassi, figura chiave per tutta la sua formazione. Con Petrassi affinò la scrittura contrappuntistica, l’interesse per le avanguardie europee e la ricerca sul timbro.Negli anni Cinquanta si avvicinò alla musica d’uso lavorando come arrangiatore per la RAI e per l’ambiente discografico romano, ma parallelamente coltivò la sua vocazione per la musica contemporanea, avvicinandosi al Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, con cui esplorò tecniche radicali di improvvisazione e di scrittura gestuale. Questo laboratorio di sperimentazione influenzò profondamente anche il suo linguaggio cinematografico.Sebbene la fama internazionale sia legata a oltre 500 colonne sonore — da Per un pugno di dollari a C’era una volta in America, fino a The Mission e Nuovo Cinema Paradiso — Morricone considerava la sua musica assoluta (o “musica pura”) il nucleo più autentico del suo lavoro. Per tutta la vita scrisse pagine sinfoniche, cameristiche e vocali in cui ritroviamo l’eredità di Petrassi, la tensione del post-serialismo, l’uso strutturale del ritmo e un raffinatissimo senso del timbro. La sua produzione cameristica comprende inoltre quartetti, pezzi per ottoni, brani per organo e per pianoforte, opere corali e vocali di rara difficoltà esecutiva. Molte di queste composizioni sono state riscoperte e rivalutate negli ultimi anni, grazie all’impegno di direttori come Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Antonio Pappano.Morricone considerava la distinzione tra musica “seria” e musica “applicata” un falso problema: egli vedeva la sua opera come un tutto coerente, in cui invenzione melodica, ricerca timbrica e rigore formale convivono senza contraddizioni. Tuttavia ricordava spesso che la musica per il cinema era un mestiere, mentre la musica assoluta era la sua vocazione più profonda.Nel 2020, pochi giorni prima di morire, scrisse una lettera di commiato che testimonia la sua lucidità e la sua umanità. Riposa al cimitero Laurentino di Roma, accompagnato da un semplice funerale privato come da sua volontà.