Bio
fu una delle personalità più significative della musica italiana del primo Novecento, noto soprattutto per la sua straordinaria abilità nell’orchestrazione e per un linguaggio capace di unire tradizione e modernità. Proveniente da una famiglia in cui la musica era di casa, studiò violino, pianoforte e composizione al Liceo Musicale di Bologna con maestri come Luigi Torchi e soprattutto Giuseppe Martucci, che influenzò profondamente la sua apertura verso le correnti musicali europee. Le sue esperienze all’estero furono decisive: a San Pietroburgo studiò con Rimski-Korsakov, dal quale ereditò la sensibilità per il colore orchestrale, mentre a Berlino approfondì la musica da camera e l’arte del violino con Max Bruch. Tornato in Italia, Respighi iniziò a farsi conoscere come esecutore e come compositore, e nel 1913 ottenne la cattedra di composizione all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, istituzione di cui divenne poi anche direttore.Il suo stile, personalissimo, si fonda sulla combinazione di elementi antichi e moderni: era affascinato dalla musica del Rinascimento e del Barocco, che trascrisse, rivisitò e rilegò in forme orchestrali nuove e raffinate, ma allo stesso tempo mostrava un’attenzione contemporanea per il timbro, il colore, il ritmo e la materia sonora. Questo suo interesse per il passato non aveva nulla di nostalgico, perché nelle sue rielaborazioni — come nelle Antiche arie e danze o nella Boutique fantasque — l’antico si trasforma, diventa materia viva e moderna. Parallelamente sviluppò una vena sinfonica di grande forza narrativa, spesso legata a suggestioni paesaggistiche e letterarie. È in questo contesto che nascono i suoi celebri poemi sinfonici, nei quali l’orchestra diventa un mezzo pittorico capace di evocare immagini, atmosfere e movimenti della città e della natura.Respighi non si limitò alla musica orchestrale: compose opere teatrali, balletti, musica da camera, brani sacri e vocali, rivelando sempre una cura minuziosa per la costruzione delle forme e un’attenzione costante alla voce umana e al suo rapporto con il testo. Ebbe una carriera attiva anche come direttore d’orchestra e promosse con convinzione la musica italiana, sostenendo i giovani autori e sviluppando un’identità nazionale che non rinnegasse l’eredità europea. Fu sposato con la compositrice Elsa Respighi, che gli rimase accanto fino alla fine e si impegnò poi a preservarne l’eredità artistica.La morte prematura, avvenuta nel 1936, interruppe una carriera ancora in piena evoluzione, ma il suo contributo lasciò un segno incancellabile nella musica del Novecento. Respighi riuscì come pochi a far dialogare l’Italia musicale con l’Europa, recuperando il passato senza rinunciare alla ricerca timbrica e formale del suo tempo, e costruendo un linguaggio riconoscibile per eleganza, luminosità e potenza evocativa.