Bio
Eminente compositore e direttore artistico italiano.La sua formazione musicale si svolse al Conservatorio di Milano, dove studiò pianoforte e composizione con maestri quali Costante Adolfo Bossi e Ildebrando Pizzetti. Inizialmente, fu brevemente influenzato dal secondo futurismo musicale, collaborando dal 1921 con il Teatro della Sorpresa di Rodolfo De Angelis, per cui scrisse il Fox-trot del Teatro della Sorpresa, un brano che abbracciava il jazz allora in voga nel futurismo postbellico, e che si distingueva per la sperimentazione grafica della partitura. Altri lavori futuristi includono un Dramma-Sinfonia e il brano vocale La mia anima è puerile. Mortari sottoscrisse anche, nel 1923, il manifesto futurista I diritti artistici propugnati dai futuristi italiani, limitandosi però a sostenere la rivendicazione nazionalistica per la protezione degli artisti italiani dall'invasione di opere straniere.Ancora studente, nel 1924, vinse il primo premio al concorso di composizione della Società italiana di musica contemporanea con la Sonata per pianoforte, violino e violoncello. Questo successo lo avvicinò all'orbita di Alfredo Casella, il quale ne apprezzò l'ingegno e l'entusiasmo, sostenendone gli esordi e associandolo alle attività della Corporazione delle nuove musiche. Questo sodalizio personale e artistico fu duraturo, e Mortari mantenne sempre una profonda gratitudine per Casella. Nel 1927, partecipò anche come pianista alla prima tournée italiana delle Noces di Stravinskij, organizzata da Casella.Nel 1928 conseguì i diplomi in pianoforte e composizione al Conservatorio di Parma. Successivamente, la sua attività si concentrò sulla didattica, la composizione e l'organizzazione musicale, aderendo allo stile neoclassico e caselliano, caratterizzato da una costruzione formale solida, una cantabilità tersa e diatonica e una sensibilità strumentale raffinata. Fra i lavori orchestrali e da camera di questo periodo si annoverano il Quartetto in Sol (1930), la Fantasia per pianoforte e orchestra (1933) e il Concerto per quartetto d’archi e orchestra (1938).Mortari fu docente di composizione al Conservatorio di Venezia (1933-1940) e, dal 1940, all'Accademia di S. Cecilia a Roma, dove insegnò fino al 1973. Ricoprì anche importanti ruoli direttivi, tra cui la direzione artistica dell'Accademia Filarmonica Romana (1944-1946) e la sovrintendenza del Teatro La Fenice di Venezia (1955-1959). Nel 1963 fu nominato vicepresidente dell’Accademia di S. Cecilia.Negli anni Quaranta, lavorò a stretto contatto con Casella al trattato La tecnica dell’orchestra contemporanea, pubblicato nel 1948, e si dedicò, specialmente per le Settimane musicali senesi, alla revisione non filologica di opere sei e settecentesche, pur riconoscendone il valore effimero. Nel dopoguerra si dedicò spesso al teatro, con esiti eclettici che spaziano dal balletto (L’allegra piazzetta, 1945) all'opera comica (La scuola delle mogli, 1959) e al teatro sacro (Resurrezione e vita, 1954). La sua ricca produzione strumentale solistica e concertante della maturità (successiva alla pausa teatrale degli anni Cinquanta) testimonia l'elevata competenza di Mortari nelle tecniche strumentali moderne. In questo ambito si colloca la sua arte specificamente legata al contrabbasso. In piena maturità tornò a dedicarsi alla lirica e, nell'ultimo decennio di vita, alla composizione vocale sacra (Planctus Mariae, 1985), un ambito in cui espresse una religiosità pacata attraverso una fluente vena melodica. Mortari, pur essendo informato sulle tendenze del suo tempo, rimase sempre fedele a una libera vena espressiva di fondo tradizionale. Oltre ai premi vinti in gioventù, ricevette il Premio Euterpe (1955), il Premio Marzotto e, nel 1980, il Premio Montaigne. Morì a Roma il 5 settembre 1993.