Bio
Ricevette le sue prime lezioni di violino all'età di quattro anni e mezzo dal padre, proseguendo poi gli studi con Lodovico Pizzi e Domenico Giorgis. Sviluppò una carriera intensa come primo violino e direttore d'orchestra in numerosi teatri italiani, ricoprendo in particolare il ruolo di primo violino e direttore al Teatro della Pergola a Firenze dal 1817 al 1837. Come violinista, fece parte anche del celebre «Quintetto Rolla». La sua fama superò i confini nazionali, tanto che nel 1833 fu chiamato a Parigi da Gioachino Rossini per dirigere al Théâtre des Italiens. Tra il 1831 e il 1839, Petrini Zamboni raccolse una preziosa serie di ricordi, ricchi di informazioni sulla vita musicale dell'epoca, documentando le abitudini dei musicisti, le trasformazioni orchestrali, il costo degli strumenti e l'ambiente musicale nel quale era protagonista. A questo si aggiunge un saggio di grande interesse, De violinisti più celebri d'Italia, scritto nel 1844 per il giornale bolognese «L'Utile Dulci», dove offriva un quadro completo di circa 150 strumentisti del suo tempo; questo scritto, recuperato dopo essere stato a lungo dimenticato, è stato opportunamente aggiunto come appendice alle sue Memorie. La sua ammirazione per Niccolò Paganini è testimoniata da una lettera del 1844, in cui ne lodava con entusiasmo sia i tratti filantropici che la perfezione tecnica, definendo le dita del violinista come "compassi geometrici" per la loro intonazione impeccabile. Come compositore, Petrini Zamboni lasciò una produzione prevalentemente strumentale, notevole per i concerti per violino (uno anche per violino e violoncello), diverse sinfonie e un ricco repertorio cameristico per vari organici, inclusi i fiati. Non riuscì a completare il melodramma La Pia de' Tolomei. Nicola Petrini Zamboni morì ad Altopascio, in provincia di Lucca, nel 1849.