Bio
Quando il padre Pellegrino venne nominato direttore della banda cittadina, si trasferì con la famiglia a Ferrara. Compì gli studi di composizione al Liceo Musicale di Bologna (oggi Conservatorio “G. B. Martini”) sotto la guida di Giuseppe Martucci (1856–1909), che fino al 1902 ne fu direttore. Terminati gli studi e il servizio militare, nel 1904 fece ritorno a Ferrara, dove nel frattempo il padre era divenuto direttore dell’Istituto Musicale “G. Frescobaldi” (oggi Conservatorio).
In quello stesso anno venne in contatto con il Circolo Mandolinistico “Regina Margherita”, fondato sei anni prima e già affermato in vari concorsi nazionali. Su proposta di uno dei fondatori, Gentile Squarcia, Gino Neri accettò la direzione del gruppo, che in precedenza aveva avuto sul podio, fra gli altri, il maestro ferrarese Vittore Veneziani. Il suo arrivo portò immediatamente a un importante riconoscimento internazionale: nel giugno del 1904 l’orchestra vinse il concorso mandolinistico di Trento.
La Gazzetta Ferrarese del 22 giugno 1904 diede grande risalto al successo: «Affettuose, entusiastiche, indescrivibili le accoglienze dei trentini alla nostra squadra mandolinistica [...] Dopo che l’orchestra ferrarese ebbe eseguito il pezzo d’obbligo, la “serenata” di Schubert, ed i brani a scelta, due danze di Brahms, un prolungato applauso accolse le mirabili esecuzioni che la valentia del maestro Neri aveva reso di una finezza incomparabile e di insuperabile espressione [...] A tutti, ma specialmente al maestro Gino Neri, vadano il nostro plauso e il nostro evviva».
Da quel momento il legame fra Neri e il Circolo si consolidò non solo grazie alla sua direzione, culminata nella vittoria del concorso di Vicenza del 1907, ma anche grazie alla vasta attività di trascrizione di numerosi brani tratti dal repertorio sinfonico e operistico.
Fu inoltre merito di Gino Neri se l’orchestra ferrarese adottò un organico particolare, caratterizzato dall’introduzione dei quartini, mandolini dall’estensione più acuta che consentivano una maggiore fedeltà alla scrittura orchestrale sinfonica, distinguendola dalla maggior parte delle altre formazioni a plettro.
Pur essendo impegnato come direttore in diversi teatri italiani alla guida di numerose orchestre sinfoniche, Neri mantenne sempre un forte legame con il Circolo, con cui collaborò fino alla morte, avvenuta improvvisamente il 10 novembre 1930.
Nel 1947, al termine della guerra e con la ripresa delle attività, la compagine assunse la denominazione di Orchestra a plettro “Gino Neri”, nome che conserva ancora oggi e che rimane indissolubilmente legato alla tradizione mandolinistica ferrarese.
Una lettera di Filippo de Pisis ad Alberto Savinio testimonia inoltre che, poco dopo essere stato dimesso dalla Villa del Seminario — ospedale per malati di nevrosi di guerra — Giorgio de Chirico prese in affitto, nel novembre 1917, una stanza presso la famiglia Neri, prima in via Porta Mare e poi in via Porta Po 60, dove soggiornò durante i primi mesi del 1918.