Bio
Compositore, pianista, direttore d'orchestra e didatta italiano, figura centrale della vita musicale bresciana.Si diplomò in Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra, Musica corale e Direzione di coro, studiando con figure come Ada Carati, Bruno Bettinelli e Antonino Votto. Nonostante non fossero suoi insegnanti ufficiali, furono determinanti per la sua formazione anche Franco Margola e Camillo Togni.Iniziò la carriera come pianista, dedicandosi poi prevalentemente alla composizione e alla direzione. Dopo aver diretto l'orchestra dell'istituto musicale "Venturi", nel 1985 fondò l'Orchestra da Camera di Brescia, con cui svolse intensa attività concertistica. Fu attivo anche come organizzatore, essendo tra i fondatori dell’Associazione Giovani Musicisti Contemporanei (GMC) e membro della Deputazione del Teatro Grande di Brescia.Come compositore, vinse numerosi concorsi, tra cui il prestigioso Premio "Viotti" del 1960. Il suo vasto catalogo, che conta oltre trecento lavori, spazia dal repertorio sinfonico a quello cameristico, includendo musiche di scena, musica sacra (Passio Christi) e diverse opere liriche e da camera, come La finta luna, Il cavaliere genovese e Vita musicale all’inferno. Le sue composizioni sono state eseguite dalla RAI e in numerose città europee, e pubblicate da editori come Sonzogno ed Eufonia.Il suo linguaggio musicale si sviluppò da una fase giovanile influenzata da Bartók e Prokof'ev verso l'adesione alla scuola dodecafonica, in particolare sotto l'influenza di Camillo Togni e di Wozzeck di Alban Berg. Facchinetti contribuì a evolvere la dodecafonia con l'uso delle micro-serie, ma sviluppò un marcato eclettismo, mescolando influenze stilistiche diverse (Barocco, melodramma ottocentesco, jazz e varietà). Questa scelta era mossa dall'esigenza di mantenere vivo il dialogo e la comunicazione con l'ascoltatore, in opposizione all'autoreferenzialità di parte della musica novecentesca.Svolse un'importante attività didattica, insegnando nei Conservatori di Parma, Verona, Bolzano e infine a Brescia, dove fu anche direttore dal 1979 al 1981. Tra i riconoscimenti ricevuti, si ricordano la Medaglia d’Oro per meriti artistici conferita dal sindaco di Brescia nel 2006 e l'inserimento nel Famedio del Cimitero Vantiniano tra i bresciani illustri nel 2018.