Bio
Ramon Carnicer, nato a Tárrega nel 1789, è stato uno dei protagonisti assoluti della vita musicale spagnola della prima metà del XIX secolo. Iniziò la sua formazione sotto la guida del padre e del maestro di cappella della sua città, entrando poi nel 1799 nel coro della Cattedrale di La Seu d'Urgell. Nel 1806 si trasferì a Barcellona per perfezionarsi con Francisco Queralt e l'organista Carlos Baguer; in questo periodo l'esposizione alle opere di Cimarosa, Paisiello e Generali gli permise di assimilare profondamente il linguaggio operistico italiano dell'epoca.Costretto all'esilio a Mahón durante l'occupazione napoleonica, Carnicer rientrò a Barcellona al termine della Guerra d'Indipendenza, dedicandosi attivamente alla composizione, alla didattica e alla direzione. Su incarico del generale Castaños, assunse l'organizzazione delle stagioni operistiche al Teatro de la Santa Cruz, compiendo fondamentali viaggi in Italia per ingaggiare artisti e acquisire i nuovi spartiti di Rossini, Bellini e Donizetti. Questa attività di impresario e direttore fu cruciale per definire il gusto estetico spagnolo del tempo. La sua sapienza teatrale si manifestò inizialmente attraverso la scrittura di arie, duetti e ouverture inseriti in opere di altri autori, come La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia di Rossini o l' Agnese di Paër, integrando perfettamente lo stile italiano con la propria sensibilità.Il successo come autore originale giunse con le opere della maturità: dopo Adele di Lusignano (1819) ed Elena e Costantino (1821), fu la sua terza opera — ispirata al mito di Don Giovanni — a segnare una svolta stilistica. In questo lavoro, Carnicer non si limitò a seguire il solco del linguaggio rossiniano, ma dimostrò una precoce e innovativa assimilazione del teatro musicale di Mozart, aprendo nuove prospettive per l'opera spagnola dell'Ottocento.