Bio
Nato a Parma il 7 settembre 1839, Tullo Battioni appartiene alla grande tradizione della scuola contrabbassistica parmense. Studiò presso la Regia Scuola di Musica di Parma con Carlo Montanari (1809-1898), figura di spicco della didattica strumentale e discepolo di Francesco Hiserich, già “professore del Concerto Ducale” nominato da Maria Luisa d’Austria. Tra i suoi compagni di studi figuravano Vito Allegri, Alessandro Fontana, Edgardo Cassani e Severino Capelli, tutti destinati a importanti carriere musicali.Nel 1852, ancora studente, Battioni vinse per concorso un posto di “aspirante” nella Reale Orchestra di Parma, proseguendo contemporaneamente lo studio del contrabbasso e dell’armonia. Due anni più tardi, documenti d’archivio confermano la sua presenza effettiva nell’organico del teatro. Dopo l’annessione del Ducato al Regno di Sardegna e la conseguente incertezza sul futuro dell’orchestra ducale — poi ufficialmente soppressa nel 1875 — Battioni intraprese una carriera itinerante che lo vide attivo sia come docente sia come strumentista.Dal 1860 al 1865 insegnò musica a Castelnuovo di Sotto (Reggio Emilia), quindi a Salsomaggiore fino al 1868. Nello stesso anno ottenne un posto come contrabbassista al cembalo presso il Gran Teatro La Fenice di Venezia, dove rimase fino al 1874, consolidando la propria esperienza orchestrale. Successivamente tornò all’insegnamento: fu docente a Castel San Pietro Monferrato (1874-1876) e a Tortona (1876-1885), dove nel 1882 diresse al teatro locale Poliuto e Lucrezia Borgia, con un’orchestra composta in gran parte dai suoi allievi. Nel 1881 partecipò al concorso per la direzione del corpo musicale di Castel San Giovanni, che vinse, ma lasciò l’incarico dopo breve tempo.Dopo un periodo a Mirandola (1885), Battioni si stabilì definitivamente ad Acqui nel 1890, dove rimase fino al 1906 dirigendo per oltre quindici anni la Scuola Municipale di Musica. Qui sviluppò un’intensa attività educativa, organizzando saggi, concerti e corsi di formazione per giovani musicisti. La sua scuola, che comprendeva sezioni di canto, strumenti ad arco, a fiato e formazione corale, rappresentò un vero e proprio centro di diffusione musicale nella città.Nel 1900 pubblicò l’opuscolo Un decennio di insegnamento musicale in Acqui, stampato da Righetti, oggi non più reperibile ma citato dalla stampa dell’epoca. L’opera elencava i nomi di tutti i suoi allievi, con note sul loro progresso e sugli sviluppi delle rispettive carriere. Tra questi figuravano numerosi musicisti destinati a brillanti percorsi artistici: Franco Ghione, futuro direttore d’orchestra; Francesco Cornaglia, violoncellista apprezzato; Giuseppe Caratti, violinista solista attivo anche all’estero; Luigi Montecucchi, cantante; Carlo Giuso, Pasquale Morino, Ernesto Roggero, e Luigi Galliano. Le cronache della Gazzetta d’Acqui testimoniano la vivacità dei concerti scolastici organizzati da Battioni, nei quali si esibivano cori, orchestre e complessi di strumenti a fiato e ad arco, in repertori operistici e sinfonici.Il suo metodo didattico, ispirato al modello dei conservatori napoletani, integrava la formazione tecnica con una solida cultura musicale e una forte attenzione all’educazione collettiva. La scuola municipale da lui diretta fu infatti punto di riferimento per la vita musicale della città, come dimostrano le testimonianze dei suoi ex allievi e le cronache dei saggi annuali, dove anche i bambini dell’asilo e gli orfani partecipavano alle esecuzioni.Nel 1906, per motivi di salute, Battioni lasciò la direzione della scuola al maestro Toscano. Tornato a Parma, morì probabilmente poco prima del 1915. I suoi allievi gli tributarono un profondo omaggio: tra essi, il critico Franco Cazzulini ricordò il maestro come “anima e guida” della scuola acquese, lamentando nel 1912 il decadimento dell’insegnamento dopo la sua partenza.Un necrologio apparso su La Bollente il 12 novembre 1914 lo definiva “professore di contrabbasso al cembalo alla Fenice di Venezia, autore di opere didattiche di valore indiscutibile”. Tra queste figurano il Metodo per contrabbasso, i 27 Studi e i 36 Studi per contrabbasso, editi da Ricordi e da Pigna, riconosciuti come testi fondamentali della didattica dello strumento in Italia.Figura schiva ma autorevole, Tullo Battioni fu dunque non solo un eccellente contrabbassista, ma soprattutto un maestro rigoroso e innovatore, capace di creare ad Acqui un ambiente musicale fertile e duraturo. La sua eredità sopravvive attraverso i suoi allievi, molti dei quali seppero distinguersi nelle orchestre e nei teatri italiani ed europei, testimoniando la forza di una scuola che seppe unire tradizione e modernità.