Bio
Artemio Dall’Aglio nacque a Parma il 17 febbraio 1858, in un contesto cittadino particolarmente fertile dal punto di vista musicale. Fin da giovanissimo dimostrò un talento naturale per gli strumenti ad arco e intraprese gli studi di contrabbasso presso la Regia Scuola di Musica di Parma, dove ebbe come maestro Carlo Montanari, uno dei più stimati contrabbassisti italiani dell’epoca. Nel 1876 ottenne il diploma con il massimo dei voti, segnalando già allora un livello tecnico e musicale fuori dal comune.Durante lo stesso anno, ancora studente, fu segnalato dal Conservatorio al Comune di Parma come idoneo a suonare nel complesso orchestrale del Teatro Regio in occasione della celebre Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, eseguita per commemorare Alessandro Manzoni. Tale occasione lo introdusse precocemente nell’ambiente orchestrale professionale e gli permise di affermarsi rapidamente come musicista affidabile e di grande sensibilità interpretativa.Negli anni successivi Dall’Aglio intraprese un’intensa attività orchestrale, che lo portò a collaborare con numerosi teatri italiani e stranieri. La sua presenza è documentata, tra il 1891 e il 1892, tra le file dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, segno del riconoscimento della sua eccellenza tecnica e musicale.Nel 1895 fu chiamato a ricoprire la cattedra di contrabbasso presso il Liceo Musicale di Pesaro (oggi Conservatorio “G. Rossini”), succedendo ad Annibale Mengoli. A Pesaro Dall’Aglio rimase fino alla morte, avvenuta il 26 gennaio 1921, diventando una figura di riferimento per la formazione di intere generazioni di contrabbassisti italiani.Oltre alla sua attività orchestrale e didattica, Dall’Aglio fu anche solista di grande rilievo. Il suo nome compare spesso nei programmi di concerti e manifestazioni celebrative, dove il contrabbassista veniva regolarmente apprezzato per la padronanza dello strumento e la musicalità raffinata. In particolare, in un concerto commemorativo dedicato a Verdi il 17 marzo 1901, eseguì con tale maestria il celebre Duetto di concerto di Giovanni Bottesini che il pubblico gli chiese di ripetere il brano come bis — un riconoscimento rarissimo per un contrabbassista dell’epoca.Un critico locale scrisse in quella occasione:“Il professore Dall’Aglio, il quale è modesto quanto valente, è solista impareggiabile di ottima scuola, d’intonazione e sentimento perfetto. È insegnante di contrabbasso e al cembalo è raro, per non dire unico.”Questa testimonianza non solo restituisce l’immagine di un virtuoso dallo stile sobrio e impeccabile, ma anche quella di un musicista colto e completo, dotato di ampie competenze teoriche e strumentali.Come didatta, Dall’Aglio pubblicò un Metodo di perfezionamento per contrabbasso a quattro corde, seguito alla prima parte, oggi conservato in varie biblioteche italiane (tra cui la Biblioteca del Conservatorio di Urbino). L’opera testimonia la sua volontà di fornire agli studenti un percorso strutturato che integrasse l’approccio virtuosistico di Bottesini con una solida impostazione orchestrale. La sua attenzione alla precisione dell’intonazione, alla qualità del suono e alla coerenza stilistica fece scuola, influenzando direttamente l’insegnamento del contrabbasso in Italia nel primo Novecento.L’eredità di Artemio Dall’Aglio va quindi ricercata non solo nelle sue doti di esecutore, ma soprattutto nel contributo pedagogico e nella continuità della tradizione contrabbassistica italiana. Allievo di Montanari e contemporaneo di Bottesini, egli rappresenta un anello essenziale nella trasmissione di quella linea tecnica e interpretativa che, attraverso le scuole di Parma e Pesaro, avrebbe formato molte generazioni di strumentisti.Figura discreta e al tempo stesso rigorosa, Dall’Aglio incarnò l’ideale del musicista-educatore dell’Italia postunitaria: fedele alla tradizione, ma aperto alle esigenze di una didattica moderna e metodica. La sua carriera, divisa tra l’orchestra, la cattedra e il palcoscenico, riflette l’evoluzione stessa del ruolo del contrabbassista tra Ottocento e Novecento — da semplice sostegno armonico a vero interprete capace di esprimere profondità lirica e virtuosismo.