Bio
Franco Donatoni nacque a Verona nel 1927 e morì a Milano nel 2000. Fin da bambino iniziò lo studio del violino, ma in seguito si dedicò alla composizione: frequentò il Liceo Musicale di Verona, il Conservatorio “G. Verdi” di Milano e il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, diplomandosi con maestri quali Lino Liviabella. Il suo perfezionamento proseguì all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, dove ebbe anche modo di entrare in contatto con Goffredo Petrassi, che però rimase un consigliere e non un docente ufficiale.All’alba della sua carriera, intorno agli anni Cinquanta, Donatoni cominciò a farsi conoscere nell’ambito della musica contemporanea. Dopo un primo periodo caratterizzato da un neoclassicismo di ascendenza bartokiana e da una successiva adesione al serialismo, nella metà degli anni Sessanta affrontò un periodo di sperimentazione radicale — il cosiddetto “periodo negativo”. In questi anni adottò tecniche di composizione basate sull’indeterminazione, sull’uso combinatorio del materiale musicale e su automatismi compositivi: un tentativo estremo di annullamento della soggettività e di rottura con le tradizioni.Dal tardo decennio settanta Donatoni imboccò una strada nuova: quella che lui chiamava «l’esercizio ludico dell’invenzione». Questo cambio di rotta lo portò a privilegiare la musica da camera, pur mantenendo attenzione a opere orchestrali e occasionalmente teatrali. In questi lavori l’autore adottava modalità sperimentali — uso di cellule tematiche minimali, permutazioni, trasmutazioni e continui giochi timbrici — ma anche un rinnovato senso di equilibrio, leggerezza e lucidità formale.Parallelamente all’attività compositiva, Donatoni ha svolto per decenni un’intensa opera di insegnamento, trasmettendo la sua visione artistica a generazioni di compositori oggi affermati. Ha insegnato in molti conservatori italiani e tenuto seminari internazionali, influenzando profondamente il panorama della musica contemporanea in Italia e all’estero.Nonostante le difficoltà personali — tra cui problemi di salute e libri scritti in momenti di crisi — Donatoni ha mantenuto una produzione estremamente attiva fino agli ultimi anni, alternando momenti di rigore formale a fasi di libera invenzione, sempre con grande cura del timbro, della struttura e della materialità sonora.In definitiva, Franco Donatoni rappresenta — nella seconda metà del XX secolo — una delle voci più originali e vitali della musica contemporanea italiana: un compositore che ha saputo spaziare dal rigore più severo alla sperimentazione libera, dalla profondità espressiva alla leggerezza dell’“invenzione ludica”, lasciando un segno duraturo sull’evoluzione del linguaggio musicale moderno.