Bio
Fu uno dei più affermati contrabbassisti e compositori italiani del Novecento, figura di riferimento per la scuola post-bottesiniana e per lo sviluppo del contrabbasso come strumento solistico in un’epoca in cui la sua presenza nelle sale da concerto era ancora rara ed eccezionale.Nato a Lugo, in Romagna, nel 1880, si avvicinò giovanissimo alla musica e rivelò presto una naturale predisposizione per gli strumenti ad arco, scegliendo il contrabbasso come mezzo espressivo principale. La sua formazione fu solida e prestigiosa: studiò prima a Napoli con Gaetano Negri e successivamente a Bologna con Ugo Marchetti, entrambi eredi diretti della tradizione virtuosistica che risaliva a Giovanni Bottesini, il “Paganini del contrabbasso”. Questa eredità influenzò profondamente lo stile tecnico e interpretativo di Gallignani, che univa brillantezza acrobatica e cantabilità tipicamente italiana.Si diplomò al Conservatorio di Bologna nel 1903. Sin da subito intraprese un’intensa carriera solistica: un fatto straordinario per l’epoca, perché il contrabbasso era allora quasi esclusivamente percepito come strumento orchestrale. La sua determinazione e la qualità delle sue esecuzioni gli permisero di affermarsi a livello internazionale, arrivando a tenere oltre 230 recital. Le sue tournée lo portarono in Europa del Nord, negli Stati Uniti e in America Latina, dove riscosse un consenso unanime. Numerosi critici lo definirono addirittura “il Bottesini del Novecento”, in riferimento alla sorprendente agilità tecnica, alla padronanza del registro acuto e alla capacità di far “cantare” lo strumento come un violoncello o una voce umana.Gallignani ebbe anche un importante ruolo come didatta. Tra il 1937 e il 1945 insegnò presso l’Universidad Nacional Autónoma de México, influenzando un’intera generazione di contrabbassisti latinoamericani. Lasciò testimonianze di una personalità vivace, carismatica, profondamente innamorata del proprio strumento — che chiamava affettuosamente “mi mejor amigo”, riferendosi al suo contrabbasso Guadagnini del 1740, un esemplare di pregio eccezionale.Il suo stile compositivo rifletteva l’estetica tardo-romantica, con un forte gusto melodico e un uso raffinato delle capacità virtuosistiche del contrabbasso: armonici, registro sopracuto, agilità di arco e di pizzicato. La sua musica aveva un duplice intento: elevare il contrabbasso alla dignità solistica e offrire materiale didattico avanzato per studenti e professionisti.La vita di Gallignani è oggi documentata anche da un volume monografico, La leggerezza dell’elefante, che raccoglie sue lettere, recensioni e testimonianze internazionali, confermando la statura di una figura che ha contribuito in modo significativo alla storia dello strumento.Gallignani morì nel 1974, lasciando un patrimonio musicale prezioso e ancora oggi studiato.