Bio
Compositore, violinista e didatta italiano, figura centrale per la promozione della musica strumentale colta, in particolare il quartetto d'archi, nella Firenze dell'Ottocento.Considerato un enfant prodige, iniziò a studiare violino a cinque anni con Giovanni Francesco Giuliani. La sua formazione come compositore fu probabilmente da autodidatta, sebbene si perfezionò in contrappunto con Disma Ugolini dopo il 1814. Le cronache lo indicano come probabile insegnante privato di violino del piccolo Carlo II di Borbone-Parma attorno al 1808, all'età di dodici anni. Nel 1811 fu assunto come "Violino da Camera" da Elisa Bonaparte, viaggiando con lei in Spagna e Francia.La sua vita subì una svolta nel 1814 con la caduta di Napoleone e, soprattutto, con il sopraggiungere di una misteriosa malattia nervosa che lo lasciò paralizzato dal bacino in giù. La paralisi lo costrinse a diradare l'attività solistica per dedicarsi prevalentemente alla composizione, alla didattica e alla pubblicistica musicale. Nonostante la sua condizione, viaggiò in Germania nel 1817 per pubblicare le sue composizioni a Lipsia con Breitkopf & Härtel. Nel 1825 vinse, a pari merito con Luigi Ferdinando Casamorata, un concorso dell'Accademia di belle arti di Firenze per la cantata Il Ciclope di Pietro Metastasio.A Firenze, Giorgetti divenne una figura influente, guadagnandosi il soprannome di "il tedescone" per le sue simpatie artistiche teutoniche. Partecipò attivamente a una polemica giornalistica del 1828, sostenendo che lo studio dei classici tedeschi (Mozart, Haydn e Beethoven) fosse imprescindibile per dare sostanza alla cantabilità italiana. Propose un'unione tra lo stile colto tedesco e quello melodico italiano, identificando Gioachino Rossini come la vetta di tale sintesi (Rossini, ospite di Giorgetti, trovava conforto nella comparazione tra le sue crisi nervose e la grave paralisi di Giorgetti).Nominato "primo violino della corte del Granduca di Toscana" nel 1827, Giorgetti dedicò tutte le sue energie alla promozione della musica strumentale e del linguaggio colto europeo. Il suo impegno si concentrò in particolare sul quartetto d'archi, genere all'epoca poco frequentato in Italia. Promosse numerose esecuzioni (spesso in prima italiana), incentivò arrangiamenti divulgativi dei quartetti tedeschi e ne compose egli stesso otto. Come direttore d'orchestra, eseguì capolavori sacri di Haydn e Rossini. La sua opposizione al gusto nazionale lo portò a criticare l'eccessiva popolarità dell'opera lirica, in particolare l'opera di Giuseppe Verdi, che riteneva un "corruttore" dei costumi musicali, e il suo editore Ricordi come complice.Nel 1840 fondò la «Rivista Musicale di Firenze», il primo periodico italiano interamente dedicato alla musica. I suoi scritti erano riflessioni filosofiche, influenzando profondamente le idee di Abramo Basevi, con cui ideò grandi organizzazioni strumentali come le Mattinate beethoveniane e la Società del quartetto (fondata nel 1861, realizzando così il suo sogno di una "casa" fiorentina per la musica da camera). Continuò la sua attività didattica fino quasi alla morte, scrivendo metodi (il più famoso per la viola nel 1854) e dedicandosi al mutuo soccorso per i musicisti anziani. Morì nella sua casa di via Ricasoli nel 1867.