Bio
Dopo gli studi magistrali, Francesco Hoch si diplomò in composizione con Franco Donatoni e in canto artistico con Ada Jesi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove seguì anche i corsi di direzione d’orchestra di Franco Caracciolo e Mario Gusella. Parallelamente svolse attività di ricerca allo Studio di Fonologia della RAI di Milano e frequentò importanti corsi di perfezionamento, tra cui quelli di composizione tenuti da Guaccero, Donatoni e Bussotti a Padova nel 1967 e quelli di Darmstadt nel 1970 con Stockhausen e Ligeti. Compose stabilmente dal 1968, sviluppando inizialmente esperienze legate all’indeterminazione e all’improvvisazione, per poi elaborare un linguaggio personale definito “musica figurale”. La sua produzione, molto ampia e destinata a organici strumentali e vocali di ogni tipo, comprende anche lavori elettronici, teatrali, visivi e multimediali, regolarmente eseguiti e trasmessi in Europa e nel mondo.Nel corso della sua carriera tenne conferenze, seminari e pubblicò scritti sulla musica contemporanea, mentre molte sue opere rappresentarono la Svizzera in sedi internazionali, come avvenne nel 1973 alla Tribuna dei Compositori di Parigi. Fu chiamato dall’Accademia Chigiana come assistente ai corsi estivi e prese parte a progetti sperimentali come la composizione collettiva del Gruppo Sperimentale Chigiano. Ottenne vari riconoscimenti, tra cui il Premio Angelicum nel 1975, e partecipò al Laboratorio internazionale della Biennale di Venezia. Nel 1977 fu tra i fondatori dell’associazione OGGImusica di Lugano, con cui avviò una lunga serie di iniziative contemporanee. Seguirono commissioni prestigiose, opere multimediali, ritratti discografici e numerosi concerti monografici a lui dedicati.Nel 2001 depositò partiture e scritti alla Zentralbibliothek di Zurigo e partecipò a varie produzioni radiofoniche e televisive che ne documentarono l’attività. Negli anni successivi compose nuovi lavori corali e cameristici, si dedicò alla ricerca sulla poesia italiana del Novecento e approfondì lo studio degli strumenti antichi, dando vita a Percorso Novecento, presentato come concerto inaugurale del Centro Culturale dell’Istituto Svizzero di Roma. La sua musica è stata incisa, pubblicata e studiata ampiamente, mentre lui ha continuato a operare come compositore, direttore e critico musicale. Vive a Savosa, presso Lugano, e nel corso della sua carriera ha attraversato diverse fasi stilistiche, dall’indeterminazione alla musica figurale, fino a una riflessione più radicale sul tempo, sul silenzio e sulle questioni politico-sociali del presente.