Bio
Studiò viola, violino e contrappunto a Milano. Tra il 1772 e il 1774 è documentata una sua esibizione come solista nella chiesa di Sant’Ambrogio, dove eseguì un concerto per viola e orchestra di sua composizione, probabilmente sotto la direzione di Giovanni Battista Sammartini.Nel 1782 fu nominato prima viola nell’orchestra ducale di Parma e, dieci anni più tardi, divenne primo violino, ruolo che all’epoca coincideva con la direzione dell’orchestra. Alla morte del duca Ferdinando si trasferì a Milano, dove assunse un ruolo di primo piano nella vita musicale cittadina. Chiamato dall’impresario Francesco Benedetto Ricci a dirigere l’orchestra del Teatro alla Scala nel 1803, vi rimase per trent’anni, apportando modifiche significative all’organico orchestrale e innalzando la qualità artistica della giovane compagine scaligera, ottenendo anche il favore della severa critica tedesca. Dal 1805 al 1835 fu inoltre primo violino e direttore dell’orchestra del viceré Eugenio di Beauharnais.La sua straordinaria abilità alla viola gli causò perfino qualche inconveniente: secondo quanto riferito dall’abate Giuseppe Bertini nel Dizionario di Musica e dei Musicisti (Palermo, 1814), gli fu vietato di suonare lo strumento in pubblico “perché le donne non possono sentirlo su quell'istromento senza cadere in deliquio e crisi di nervi”.Fu il primo insegnante di violino e viola del Regio Conservatorio di Musica di Milano fin dalla fondazione dell’istituto nel 1808 e sino al 1835, diventandone poi direttore. Ebbe tra i suoi allievi alcuni dei più noti violinisti e violisti italiani, fra cui Antonio Bazzini e Girolamo Alessandro Biaggi. Un episodio della vita del giovane Paganini racconta che nel 1795 fu condotto dal padre a Parma per prendere lezioni da lui: Rolla dichiarò di non poter più insegnare nulla sulla tecnica violinistica e gli consigliò invece uno studio serio della composizione. Paganini si esibì più volte con lui, soprattutto negli anni 1813-1814, e mantenne con Rolla un rapporto di amicizia.Nel 1832 Rolla diede un consiglio analogo anche al giovane Giuseppe Verdi, dopo la nota bocciatura all’esame di ammissione al Conservatorio. Gli indicò dapprima Benedetto Neri e poi Vincenzo Lavigna, presso il quale Verdi iniziò a prendere lezioni private. Lavigna era collega di Rolla sia alla Scala sia al Conservatorio.Rolla compose numerose opere cameristiche, distinguendosi come il più prolifico autore di duetti per archi; scrisse inoltre molta musica solistica per violino e viola, caratterizzata da uno stile brillante di gusto belcantistico, e realizzò musiche di balletto per le stagioni scaligere.Continuò a esibirsi e dirigere anche in età avanzata, contribuendo a diffondere in Italia, tra i primi, la musica di Mozart — di cui presentò la prima esecuzione italiana de Le nozze di Figaro — e di Beethoven. Nel 1813 eseguì alla Scala brani del coreodramma Prometeo di Salvatore Viganò e la Quarta, Quinta e Sesta Sinfonia in concerti privati milanesi; nel 1823 curò la prima esecuzione alla Scala di una sinfonia di Beethoven.