Bio
Giuseppe Savagnone nacque in una famiglia numerosa e, seguendo l’esempio della sorella Maria Carmela – allieva di una pianista formata da Liszt – studiò pianoforte e poi organo e composizione, diplomandosi nel 1925. Dopo studi liceali e universitari in filosofia, esordì come direttore di cori agli spettacoli classici di Siracusa e nel 1926 iniziò la carriera direttoriale.
Chiamato da Gino Marinuzzi al Teatro Reale dell’Opera, lavorò a Roma dal 1927 al 1935, anni in cui sospese temporaneamente la composizione. Riprese a scrivere nel 1934, ottenendo vari premi con A Leopardi, Cantata a Bellini e Il drago rosso. Nel 1928 sposò Rosella Maraffa, con cui ebbe due figlie, Deddi e Rita.
Diresse teatri e istituzioni tra Catania, Roma e il Centro Lirico Italiano, fu docente di musica corale al Conservatorio di Santa Cecilia (1940–1973) e, tra il 1946 e il 1949, guidò i concerti dell’ORSA ospitando grandi interpreti e promuovendo musica italiana contemporanea.
Compose opere sinfoniche, cameristiche e teatrali, fra cui il Concerto in Do maggiore per violino, Notturno di Arianna, Divertimento e l’opera Millesima seconda (1949).
Negli anni Cinquanta sviluppò il sistema teorico del Prismatismo musicale, fondato su serie intervallari denominate “cicli”, pubblicato in tre volumi (1956–58) e apprezzato da Goffredo Petrassi. Ne derivarono lavori maturi come Variazioni e fuga su uno squillo di caccia, Giufà, Né tempo né luogo, L’attesa, Sinfonia in Do alfa, Rifrangenze, numerose opere per violino e pianoforte, per corno e per violoncello, oltre a Haltérophile (1977).
Tra i progetti rimasti incompiuti figurano San Francesco e il vasto Faust. Morì a Roma nel 1984.