Intervista ad Alessandro Salandrini

Intervista a cura di: Antonio Mercurio

Vi proponiamo l’intervista al percussionista e compositore Alessandro Salandrini. Per noi di WikiBass è stata una piacevole scoperta: un musicista attento e dalla spiccata sensibilità, capace di offrire spunti di grande interesse per il nostro mondo.

Parlaci della tua formazione come strumentista e come compositore:

Ho studiato strumenti a percussione, lettura della partitura e composizione. Svolgo regolare attività in orchestra e ho collaborato con molte istituzioni musicali italiane.

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali ed extra musicali che influenzano il tuo processo creativo?

Il continuo contatto con l’orchestra, mi ha permesso di conoscere e “scoprire” molti compositori eseguendo musica sinfonica, operistica, da camera e di balletto.

Questa è l’esperienza formativa che mi ha dato modo di acquisire consapevolezza e conoscenza del suono e dell’orchestra come organismo vivente.

Inevitabilmente la mia sensibilità si è sviluppata e fondata sulle grandi composizioni della tradizione Classica e dei grandi del ‘900 (Stravinskij, Shostakovich, Britten, Messiaen e molti altri).

Segui un processo creativo, o una routine stabilita, quando inizi un nuovo pezzo?

Seguo sempre un processo creativo ben definito, inevitabilmente influenzato dalle esperienze musicali ed esecutive, senza però perdere mai di vista l’aspetto riferito all’armonia della tradizione, senza tralasciare tutto ciò che il 900 ci ha regalato dal punto di vista teorico.

L’armonia della tradizione con un chiaro riferimento alle armoniche naturali.

«Ritengo si sia giunti all’urgenza di un radicale aggiornamento», facendo riferimento alla grande frattura – ad oggi ancora non sanata – per cui una parte dei compositori scrive riferendosi al sistema tonale, mentre l’altra l’ha del tutto abbandonato; a questa rigida prospettiva delle cose, come dichiara in una sua intervista sulla stampa Alberto Colla compositore e teorico tra i più rappresentativi del nostro tempo, si offre una nuova soluzione sostenendo un concetto che il maestro ha fatto suo «il nostro è un tempo di sintesi. È giunto il momento di acquisire una prospettiva dell’universo armonico nella sua integrità strutturale. Proponiamo pertanto, una “teoria del tutto” in grado di assemblare in un solo cristallo le numerose sfaccettature delle realtà storiche, spesso apparentemente avulse tra loro».

Quando scrivi per contrabbasso, ti avvali del supporto o del confronto di un esecutore per testare i passaggi?

É imprescindibile, quando scrivo, il contatto e la consulenza dello specifico strumentista in quanto è altrettanto importante (e qui parlo da esecutore) sforzarsi di usare le soluzioni più pratiche a sostegno del pensiero musicale.

La Fantasia per Contrabbasso e Pianoforte

La “Fantasia per contrabbasso e pianoforte” risale al 2015 ed è stata pubblicata lo stesso anno per Edizioni Sconfinarte. La prima esecuzione assoluta è avvenuta il 5 aprile del 2025 presso il Teatro Carlo Felice di Genova, solista Silvia Groppo. E’ stata scritta per il mio specifico interesse verso lo strumento, e per contribuire ad arricchire il repertorio piuttosto limitato. Si conoscono le opere del periodo classico dei grandi compositori: Giovanni Bottesini, Domenico Dragonetti, Serge Koussevitzky, che svilupparono la tecnica dello strumento (fino a quel tempo considerato soltanto d’accompagnamento), conferendo al contrabbasso un ruolo finalmente solistico e virtuosistico.

La mia composizione si intitola Fantasia poiché è una forma musicale libera, non rigidamente strutturata. È costituita infatti da cinque piccole miniature/pannelli: Osmosi, Meiosi, Chiasmo, Litote, Genesi. Sono appunto i titoli con i loro significati ad avere ispirato le idee musicali. Osmosi inizia con un incipit ritmico molto chiaro, essenziale. Nella tonalità fondamentale di Do maggiore (la più solare, naturale, e pura), che per effetto osmotico, procede per un’influenza graduale e quasi impercettibile come per “assorbimento”.

Meiosi invece introduce una scala pentatonica del pianoforte che apre su un bicordo al contrabbasso, qui il fraseggio è decisamente calmo ed espressivo con dinamiche che dal p vanno al mp infondendo a questa introduzione un respiro ampio e calmo (Andante). Una parte centrale più libera (Con moderata libertà), riprenderà il tema che esaurirà su un’altra scala pentatonica e un pedale del pianoforte per attaccare subito il terzo pannello.

Chiasmo, di sapore decisamente minimalista, subisce l’influenza che gli attribuisce il titolo. La cellula ritmica generatrice che diventa ostinata e pulsante, si esaurisce dopo poche battute per giungere agli accordi del pianoforte mentre un ritmo di crome al contrabbasso, suonano con il legno rende il finale quasi percussivo.

Litote vede il contrabbasso solo, preludiare con libertà in una linea che impiega armonici, pizzicati, ed effetti timbrici che sfruttano le diverse possibilità anche della cassa dello strumento. Al (Poco più calmo quasi recitativo), il pianoforte suona la serie delle armoniche di Do ed il contrabbasso canta in un registro molto grave. Qui si fonde al pianoforte in un interscambio di relazioni armoniche che portano all’esaurirsi del materiale, lasciando al contrabbasso l’epilogo, suonato sul manico.

La Fantasia si conclude con “Genesi”, l’idea generatrice che riprende l’incipit del primo pannello e sceglie un registro molto grave per entrambi gli strumenti in un ultimo sincronico epilogo.

Di seguito il video della Fantasia composta da Alessandro Salandrini ed interpretata da Maria Silvia Groppo al contrabbasso e Giacomo Battarino al pianoforte.

Quali opere per contrabbasso (solistico o in ensemble) hanno attirato la tua attenzione o sono state oggetto di studio per te ?

Per avere un rapporto diretto e autorevole con i grandi compositori del passato non ho potuto fare a meno riferendomi al contrabbasso, di ascoltare ed analizzare il concerto per contrabbasso e orchestra di Giovanni Bottesini. Certo è che, tutta la letteratura per questo strumento, si è evoluta nei secoli con compositori quali; Mahler, Beethoven, Britten……di quest’ultimo, due lavori in particolare mi hanno ispirato: “A Midsummer Night’s Dream” e “The Turn of the Screw”. Quest’ultima con un organico orchestrale e un’orchestrazione praticamente cameristica.

Hai scritto sia per contrabbasso solo che per formazioni da camera. Quali soluzioni di scrittura adotti per far emergere lo strumento al di fuori del suo ruolo accademico tradizionale?

Non vi è mai una regola che detti una tecnica specifica a priori.

Spesso è la musica stessa a suggerire le soluzioni più efficaci. A volte fare emergere uno strumento rispetto ad un altro, basta scegliere la nota e la tessitura giusta.

Cosa pensi che il contrabbasso possa offrire a un insieme ai cameristico in termini di colore e tessitura oltre al sostegno armonico?

Il contrabbasso è uno strumento estremamente versatile pieno di possibilità timbriche e colori. 

Relegarlo ad un ruolo di sostegno armonico soltanto, sarebbe limitare le peculiarità dei colori dello strumento. Nella “Fantasia per contrabbasso e pianoforte” che ho dedicato allo strumento, sono molte le sonorità che spero di essere riuscito a restituire nell’insieme. A volte anche una relazione armonica particolarmente “consonante” (e qui richiamo al discorso delle serie delle armoniche naturali citate all’inizio) può dare un colore insieme al pianoforte, originale e coerente.

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Nella tua scrittura, quanto dettaglio dedichi alle indicazioni di arcata (punta, tallone, sul ponticello, sulla tastiera) per definire il timbro desiderato?

Poi, anche l’aspetto prettamente tecnico che rivolgo allo strumento in generale, è di suggerire le arcate più idonee a sostenere l’idea musicale, lasciando comunque come  condizione primaria, la possibilità di adeguare alle esigenze dello strumentista la scelte più comode per lui che è specialista dello strumento.

Hai mai considerato l’uso di accordature alternative (scordature) per ottenere risonanze diverse o per facilitare determinati passaggi armonici?

Nel brano per violoncello solo “Tango” in programma il 22 marzo 2026 a Milano per il XX Festival delle 5 Giornate (Violoncello solista Riccardo Agosti), ho adottato la tecnica di scordatura della quarta corda che a conclusione del brano, scende con un glissando alla tonica. Mi piace quando necessario, adottare tecniche non convenzionali, che assumono un aspetto originale se accostate a strumenti estremamente “classici”.
La cosa importante per me, è la coerenza…..non cadere in scelte finalizzate al sensazionalismo fine a se stesso.

Ritengo che scrivere per contrabbasso oggi, si debba cercare di esplorare nuove possibilità espressive e linguaggi alternativi, cercando di non perdere mai di vista la forma e i limiti naturali e fisici dello strumento.

 

Che registro prediligi sul contrabbasso?

Nella mia “Fantasia”, sono ricorso spesso all’uso degli armonici (anche in glissando), in alcuni registri particolarmente efficaci.
A volte riferendosi a registri medio acuti, la scelta è ricaduta su alcuni armonici meno usuali, propio per creare un’incertezza d’attacco e di suono. Tutti i registri del contrabbasso perfino i più profondi (III° e IV° corda), sono interessanti e capaci di suscitare emozioni acustiche molto intense, ed è l’idea musicale e il pensiero estetico ogni volta ad indicarmi la soluzione più adeguata.

Sono ricorso poi ad effetti percussivi ottenuti attraverso l’uso del palmo della mano percosso sia sulla cassa che sul manico.
Un effetto molto suggestivo che ho adottato alla conclusione del quarto pannello “Litote” è il seagull sulla I corda.
Così come i glissandi di armonici che lo precedono (ad libitum) nella serie delle armoniche di La.

Ritengo che scrivere per contrabbasso oggi, si debba cercare di esplorare nuove possibilità espressive e linguaggi alternativi, cercando di non perdere mai di vista la forma e i limiti naturali e fisici dello strumento.
In “Genesi”, che conclude la “Fantasia per contrabbasso e pianoforte” vi è un sincrono con il pianoforte, dove il suono del contrabbasso è spinto nel registro più grave, tornando al suo impiego più grave e caratteristico.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? C’è qualcosa in cantiere dedicato specificamente al contrabbasso?

– Di recente pubblicazione per il progetto ”Dante Purgatorio” a cura di Edizioni Sconfinarte, il brano
“Fuor della fiamma” dal XXVII Canto.

 

– Il prossimo 24 maggio verrà eseguito in prima assoluta il preludio per orchestra d’archi “Vita Nova“ (rev.2026)

 

Altre opere di Alessandro Salandrini

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