Bio
"La figura di Giovanni Sgambati, nato a Roma nel 1841 da un’unione italo-inglese, rappresenta uno dei pilastri fondamentali per il rinnovamento della cultura strumentale italiana tra il XIX e il XX secolo. Manifestando un precocissimo talento musicale sin dall’infanzia trascorsa a Trevi sotto la guida di Tiberio Natalucci, egli consolidò la propria formazione pianistica attraverso l'incontro decisivo con Franz Liszt, di cui divenne uno degli allievi più autorevoli. Questa solida base tecnica e intellettuale gli permise di intraprendere una brillante carriera come concertista, ottenendo vasti consensi sia in Italia che in Germania e stringendo profondi legami di stima reciproca con i maggiori esponenti del panorama europeo, tra cui Richard Wagner, il quale intervenne attivamente presso l'editore Schott di Magonza per favorire la pubblicazione delle sue prime opere. L’impegno di Sgambati non si esaurì nella dimensione solistica, ma si estese a un’instancabile azione istituzionale e pedagogica volta a colmare il divario tra la tradizione melodrammatica italiana e le grandi correnti sinfoniche d'oltralpe. Insieme a Ettore Pinelli, egli fu tra i fondatori del Liceo Musicale di Santa Cecilia a Roma, dove ottenne la cattedra nel 1877, e contribuì alla nascita della Società Orchestrale Romana, organismo essenziale per la diffusione del repertorio sinfonico e da camera presso il pubblico capitolino. La sua estetica, pur rimanendo fedele a un impeto tardo-romantico di matrice germanica, fu animata da una costante volontà di divulgazione che lo portò a dirigere e interpretare brani allora quasi ignoti in Italia, come l'integrale della musica da camera di Beethoven, svolgendo tale attività anche in veste di direttore del Quintetto di Corte per la Regina Margherita. Il catalogo compositivo di Sgambati riflette coerentemente questo distacco dalle tentazioni operistiche del tempo, concentrandosi sulla musica assoluta attraverso la creazione di sinfonie, tra cui si distingue la celebre Sinfonia-Epitalamio composta nel 1888 per le nozze di Amedeo I di Spagna, oltre a quintetti, quartetti e una vasta produzione per pianoforte solo e melodie da camera. Non mancano significativi contributi alla musica sacra, culminanti nella monumentale Messa da Requiem. Il prestigio internazionale raggiunto dall'artista è testimoniato dalla nomina a membro corrispondente dell’Istituto di Francia nel 1886, succedendo proprio al suo maestro Liszt, e dalle esibizioni presso la corte della Regina Vittoria a Windsor. Nonostante le prestigiose offerte estere, come la proposta di dirigere il Conservatorio di Mosca dopo la morte di Nikolaj Rubinštejn, Sgambati scelse di restare profondamente legato alla propria città natale, dove si spense nel 1914. L'eredità materiale del compositore ha vissuto vicende alterne: la sua dimora storica in Piazza di Spagna, rimasta integra per decenni, è stata smantellata in tempi recenti, portando lo Stato italiano ad acquisire l'intero archivio e gli arredi per evitarne la dispersione all'estero. Attualmente, gran parte di questo patrimonio documentario, comprensivo di partiture inedite e cimeli, è custodito tra la Biblioteca Casanatense e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, in attesa di una valorizzazione definitiva che renda giustizia a colui che fu mentore di personalità come Ferruccio Busoni e Dante Alderighi, e che riposa oggi presso il Cimitero del Verano. "